È arrivato il momento di apprezzare le sembianze di questo piccolo e universale burattino, l’occasione per conoscerlo meglio, di comprendere come un “pezzo di legno” faccia parte della nostra memoria, o addirittura, del nostro vissuto.
Pinocchio, che prendendoci per mano ci ha accompagnato per le vie del mondo, con molta discrezione bussando a tutti gli usci di piccoli e grandi borghi d’Italia, incontrando tutti: operai, contadini, impiegati, borghesi e nobili.

Parlando loro la stessa lingua, raccontando loro le stesse storie, facendoci sognare, insegnandoci morale e buone maniere.
Un pezzo di legno che non si è mai eroso del tutto, che ha resistito ai tarli, alla politica, alle dittature, agli amori.

Lui si è innamorato di noi e noi abbiamo ricambiato lo stesso sentimento con grazia, riconoscenza, senza mai tradirlo.
Non si può tradire Pinocchio, un amore che dura da quasi 150 anni, restando sempre vivo, rinnovandosi nelle generazioni.
Pinocchio non è mai cambiato. Noi, cambiamo continuamente, non siamo mai gli stessi, lui è là ad osservarci, a sorridere di noi.
È seduto in fondo alla sala, segue il film della nostra vita, le immagini che scorrono e raccontano la nostra avventura, un’avventura che anche lui “a modo suo” ha vissuto, raccontato, fino a raggiungere l’obiettivo: vivere!

Giorgio T. Costantino


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articolo su Il Gazzettino Pinocchio e altre storie, ecco il disegno narrativo.
Il Gazzettino - 18 giugno 2013